Test di Paternità Prenatale Non Invasivo

Il test di paternità prenatale può essere invasivo o non invasivo. Tenuto conto del fatto che il test di paternità prenatale non invasivo rappresenta un’area recente della ricerca, il test è stato solo di recente messo a disposizione da alcune aziende che si occupano di test del DNA. E’ probabile che in futuro la disponibilità del test non invasivo sarà più diffusa, ma attualmente, solo i laboratori con base in USA offrono il test. Il test può essere acquistato in vari paesi dai principali fornitori di test del DNA.

Che cosa significa esattamente test di paternità non invasivo?

E’ fondamentale capire che i metodi di diagnosi di paternità  prenatale fino a poco tempo fa erano solo di tipo invasivo. Con il test prenatale invasivo, si fa riferimento a metodi di campionamento del DNA fetale come l’amniocentesi ed il prelievo dei villi coriali. Questi test offrono un campione di DNA fetale eccellente, ma il metodo di estrazione complica alquanto le cose. Sia il campionamento con l’amniocentesi che quello coi villi coriali, denominato CVS, richiedono la penetrazione del tessuto corporeo o l’inserimento di cateteri che si trovano in entrambi i casi,  nelle immediate vicinanze del nascituro. Questo, come detto, può causare complicazioni tra cui traumi fetali, danni agli arti e aborto spontaneo dei feti.

Il test di paternità prenatale njon invasivo è un test a rischio zero. Il campione di DNA fetale viene raccolto dal sangue materno e non vi è alcun contatto con l’utero, la cervice, il feto solo per citare alcuni che sono coinvolti nei test di paternità prenatale invasivi.

I campioni di sangue per il test non invasivo possono essere raccolti tramite un prelievo di sangue medico dalla vena cubitale mediana (la vena che corre sul fianco del lato posteriore dell’intero braccio). I campioni di sangue materno vengono poi inviati al laboratorio. Il laboratorio analizzerà circa 300.000 polimorfismi a singolo nucleotide dalle cellule libere del DNA che si trovano nel sangue materno. Il test è estremamente preciso e offre inclusioni di probabilità di paternità (cioè il presunto padre è il padre biologico del bambino) pari o superiori al 99,9%.

I livelli del DNA fetale: il test di paternità prenatale non invasivo

La quantità di DNA fetale cellulare aumenta in modo esponenziale con l’avanzare della gravidanza. Questo è un punto importante: il DNA fetale è presente nel flusso sanguigno materno a partire dalle prime fasi, ma le quantità sono troppo piccole per essere rilevate. È quindi importante effettuare il test a partire dalla 11a settimana di gravidanza. Le settimane di gravidanza sono calcolate a partire dal primo giorno dell’ultimo periodo mestruale e non dal concepimento. Fare il test troppo presto potrebbe non fornire il risultato.

Campionamento per il Test di Paternità Prenatale

Il campionamento per questo tipo di test deve essere effettuato da un prelevatore qualificato o infermiere o qualsiasi altra persona del campo. I campioni di sangue devono essere inviati in breve tempo per massimizzare l’accuratezza del test. Sarà necessario utilizzare uno dei kit forniti dalla società specializzata in test del DNA, poiche’ si richiedo speciali provette per il prelievo del sangue.

Tipicamente, si raccomanda che entrambi i presunti padri siano testati ma nella maggior parte delle situazioni è solo un padre ad essere disponibile per il test. Il presunto padre non dovrà inviare campioni di sangue ma solo dei tamponi buccali.